Home
Su
MZ-S p.I
MZ-S p.II
MZ-S p.III
MZ-S p.IV
Optio 330 p.I
Optio 330 p.II
Optio 330 p.III
Optio 330 p.IV
Optio 330 p.V
Optio 230 p.I
Optio 230 p.II
Optio 230 p.III
Optio 230 p.IV
Optio 230 p.V
*ist D p.I
*ist D p.II
*ist D p.III
*ist D p.IV
*ist D p.V
*ist D p.VI
*ist D p.VII
*ist D p.VIII
*ist D p.IX
*ist D p.X
*ist D p.XI
*ist D p.XII
*ist D p.XIII
*ist D p.XIV
K20D

Pentax MZ-S
- Impressioni -

t01f01t.jpg (10617 byte)

La Pentax MZ-S è una fotocamera costosa, più di quanto previsto al momento della sua presentazione come prototipo alla Photokina 2000. Vale il suo prezzo? Questa è la domanda più frequente che mi sia stata posta dal maggio scorso, quando il prezzo è stato annunciato al Pentax Day. Questa domanda sorge spontanea, dato che costa il doppio di una MZ-3 ed il 25% in più della Z-1p, senza raggiungere l‘ottomillesimo di secondo e i quattro fotogrammi al secondo della Z-1p.

t01f02t.jpg (11277 byte)

In mano

La MZ-S è una fotocamera elegante. Forse la vista frontale non è così attraente, con quelle spalle alte che richiamano la tremenda Leica R8. Invece basta girarla appena di qualche grado e le cose cambiano completamente: ogni diverso punto di vista mostra una forma ben più dinamica.

La MZ-S è compatta, molto compatta in assoluto e soprattutto considerando tutte le sue caratteristiche. Così compatta e grintosa, decisamente non ha nulla a che vedere con la brutta ed ingombrante R8. Abituato all’aspetto semplice ed affusolato della MZ-5/MZ-5n (per me la più bella fotocamera degli anni novanta), all’inizio la più dura MZ-S mi ha lasciato un po’ perplesso ma ora mi piace molto.

La qualità costruttiva della MZ-S sembra assai buona, con la sola eccezione del dorso, che cede un po’ sotto il pollice quando impugnate la fotocamera. A proposito di dorso, acquistando una MZ-S ottenete in realtà una MZ-S Quartz Date, dato che viene equipaggiata di serie di dorso datario. Non me l’aspettavo, non so se vi serve e non so nemmeno se questo accada in tutto il mondo. Ad ogni modo questo aiuta un po’ a giustificarne il prezzo.

L’impugnatura risulta molto buona, migliore di quella delle altre fotocamere serie MZ e, per le mie mani, migliore anche di quella della Z-1p. Con l’impugnatura portapile BG-10 la presa migliora ulteriormente.

Il mirino è brillante, migliore di quello delle altre MZ, probabilmente per via del pentaprisma in vetro e del minore ingrandimento. Anche le indicazioni nel mirino risultano più visibili in piena luce di quelle della MZ-5.

La calotta superiore inclinata è comoda e l’interfaccia utente ibrida (ghiere e pannello LCD) risulta efficace. Ghiere, selettori e pulsanti sono di facile apprendimento ed utilizzo e sarete presto padroni della situazione.

Letto una volta il libretto di istruzioni, lo consulterete solo di tanto in tanto, a meno che non dobbiate usare particolari funzioni flash o impostare le personalizzazioni PF (Pentax Functions). Comunque Pentax fornisce un foglietto riepilogativo delle funzioni PF, da portare eventualmente con sé al posto dell’intero manuale. Quanto al flash, se notate qualcosa di strano rileggete con attenzione il libretto prima di pensare ad un malfunzionamento. Ad esempio, se cambiate le pile (o inserite il portapile BG-10) lo scatto automatico del flash estratto risulta disabilitato. Bene, non consiglierò quindi di dimenticare subito il manuale operativo, dato che la MZ-S è una fotocamera altamente sofisticata ed è meglio fare un po’ di pratica con essa e le sue istruzioni.

Anche la ghiera multifunzionale esterna al display funziona bene e risulta facile da azionare col pollice con la fotocamera ad altezza d’occhio.

L’unica operazione davvero antipatica è la selezione manuale di una singola zona di messa a fuoco diversa da quella centrale. Si deve infatti tenere premuto verso l’alto il selettore sul frontale (alla destra dell’obiettivo) con la mano destra, mentre con l’altra mano destra si deve ruotare la ghiera multifunzionale sul lato superiore destro intanto che la mano sinistra regge la fotocamera e l’occhio verifica nel mirino quale segmento viene selezionato! A tutti manca la seconda mano destra per compiere facilmente tale operazione! Con un certo allenamento, si riuscirà a tenere premuto il selettore con l’anulare o il medio mentre si ruota la ghiera col pollice, ma è scomodo. Ad ogni modo, quanto spesso si dovrà selezionare una singola area di messa a fuoco che non sia quella centrale? Al contrario, il semplice passaggio tra la messa a fuoco allargata a quella spot è ben più agevole, e questo è quello che di solito si deve fare. Preferirei comunque rimpiazzare il quasi inutile selettore ‘hold’ posto sul retro sotto la ghiera multifunzione con un selettore WAF-SAF (Wide AF - Spot AF). Poi un pulsante dedicato sul frontale al posto dell’attuale selettore AF potrebbe impostare la singola area. Mi sono chiesto quale sia la vera utilità del comando ‘hold’, che non ho mai utilizzato in una decina di rullini esposti da metà giugno. Beh, credo che sia previsto per quando si chiede a qualcuno di fotografarci. Spostando a destra il selettore si evita che l’inesperto ruoti accidentalmente la ghiera o prema il tasto verdino di reset sul frontale, cambiando così le nostre impostazioni. Una specie di sicura antistupido.

andate alla parte II


Testo e immagini Copyright © 2001-2002 by Dario Bonazza.

Site Meter